domenica 24 febbraio 2013

Dalle cantine al solaio

Alby e Cannonau hanno rimorchiato una ragazza finlandese che gira l'Italia col sacco a pelo e con loro si trova bene. E' proprio carina e le piace stare alla Vittoria con i Punks. Fra di noi quasi nessuno parla inglese come lei ma non è importante, ci si capisce comunque. Lei ci insegna un sacco di parole e parolaccie. Mi ricordo che a me piaceva CORBA che vuol dire orecchio e mi faceva venire in mente i cestini rossi per l'uva di mio padre. A Skinfy piaceva da matti KIURPA che non mi ricordo cosa voleva dire salvo che lui si sboccava quella parola per delle mezze giornate e ci si faceva delle grasse risate. La finlandese si chiamava Lilly e a me mi piaceva un casino. Io uscivo con Dada ma non ce n'avevamo più voglia e sta ragazza mi faceva sesso, però forse stava con Alby, senonchè lui che era più grande, e delle donne se ne fotteva, non ne era geloso e per di più mi pareva che gli piacesse Dada alla quale probabilmente lui piaceva. Una sera, che era d'estate, abbiamo dormito al mare. Eravamo io, Alby, Dada, Cannonau e la finlandese con tre sacchi a pelo. Ci siamo scolati un bel po' di vino sugli scogli a Quarto e abbiamo dormito li, sotto le stelle con la ninna nanna del mare aspettando felici il giorno dopo perchè c'era un concerto dove si poteva suonare, nei giardini della stazione ad Alessandria. La mattina dopo passiamo alla Vittoria a raccattare gli altri e a fare colazione al bar di George e Mildred che è domenica e il bar Cosmo dove andiamo di solito è chiuso. Ogni volta che ci vedono Giorge e Mildred (li chiamiamo così perchè assomigliano a quelli del telefilm, soprattutto lei) se la fanno sotto e son sempre li li per chiamare la cavalleria. Andiamo a prendere il treno e partiamo per quella città dove non ero mai stato e che allora mi sembrava lontana ed esotica come la sua omonima d'Egitto. Come scendiamo dal treno il casino ci aspetta proprio li di fuori in mezzo alle aiuole. In realtà la situazione è una gran cagata. Non c'è neanche un palco, solo quattro strumenti di merda appoggiati li sull'erba e a suonarli un gruppo di fricchettoni che non ci fa neanche venir voglia di pestarli. In compenso almeno c'è un fiume di vino cancarone a buon patto nel quale facciamo letteralmente il bagno tirandocene delle bicchiarate addosso. Mi ricordo che ad un certo punto ci ritroviamo in cinque o sei a suonare la batteria cantando a squarciagola con Flaps che dirige tipo direttore d'orchestra. Per fortuna siamo autosufficienti e non abbiamo bisogno d'altro per divertirci. Siccome, non è ancora ufficiale, ma sono scappato di casa perchè non ho nessuna voglia di tornare a lavorare dove pure avrei dovuto essere anche oggi, mi viene un'idea fenomenale: Possiamo andare tutti in campagna da me che non è tanto lontano da li. I miei, essendo domenica ed essendo andati in campagna, fra poco torneranno a casa e su al paesello non ci sarà nessuno. Chi vuole può venire. Oltre al gruppo di quelli che han dormito al mare non si aggiunge nessuno, anzi perdiamo anche Cannonau che và giù con gli altri. Restiamo in cinque e cerchiamo un mezzo qualsiasi che ci porti alla meta. Autostop impossibile perchè siamo in troppi. Troviamo una corriera blu che và verso là ma non abbiamo abbastanza soldi e ci lascia in mezzo ai campi vicino a un paese che si chiama Capriata. Sopra i campi ci sono delle colline. Ci guardiamo in faccia e decidiamo di dormire li intorno da qualche parte, quindi entriamo in un campo dove c'è il granoturco altissimo e cominciamo a devastarlo saltandoci sopra con la rincorsa. E' divertentissimo e ridiamo come matti. Quando siamo stanchi ci arrampichiamo su per la collina dove si vedono dei prati con degli alberi. In fila indiana attraverso il granturco ci apriamo la strada stuprando il campo per l'ultima volta. I ciuffi delle pannocchie lasciano il posto al prato all'ombra degli alberi che si inerpica in salita, cinque minuti e siamo in cima alla bassa collina che promette accoglienza. Il sole sta scendendo rapidamente. Dobbiamo trovare un posto dove accamparci. Qui è bello. L'erba e bassa e pulita gli alberi ci proteggeranno dalla luce del mattino così che potremo dormire tranquilli finchè ci pare. C'è una casa, forse una villa a tre o quattrocento metri di distanza. Non ci daranno fastidio. Intanto non ci possono aver visto arrivare. Siamo ancora mezzi ubriachi e sparando cazzate cominciamo a srotolare i sacchi a pelo. Mangiare abbiamo mangiato alla festa: pane, qualche wurstel e delle patate arrosto che spacciavano insieme al cancarone. Siamo stanchissimi. Skinfy ha il suo sacco a pelo, Alby e la finlandese pure. Appena la finlandese ha srotolato il suo, io, con un sorrisone che fa capire bene l'intenzione mi ci ficco velocissimo dentro, Dada che ormai s'è rassegnata e finalmente può liberamente provarci con Alby fa lo stesso con il suo sacco a pelo. Skinfy si infila borbottando dentro il suo. Mentre provo in tutti i modi a farmi Lilly viene notte. Il bosco risuona d'un sacco di suoni selvatici, compresi quelli che fanno Alby e Dada scopando. Skinfy russa già come un mobile pesante trascinato per casa, io insisto con la finlandese che però si limita a prendermi l'uccello in mano e a scuoterlo un po' mentre le strappo qualche bacio e alcune strizzate di tettone. Non ne vuol sapere, Concede qualcosa giusto perchè probabilmente essendo finlandese è impossibile che non la dia a un'italiano! Forse sembro troppo irlandese e ad Alby che ha un'aspetto pìu mediterraneo la dava più volentieri. Beh, che menata! Dopo un po' mi rassegno e un po' perchè stanco della giornata e della piomba di cancarone e un po' perchè deluso dalle poche attenzioni della biondina mi addormento profondamente scaldato dal suo corpo morbido. Il mio uccello va a dormire dopo di me, se ne sta li solo, in piedi e duro come un palo senza che nessuno lo degni della minima considerazione.
La mattina dopo la sveglia ci vien data da tre tipi che si sono avvicinati al nostro accampamento. Vengono dalla casa: - Non potete stare qua. E' proprietà privata. Dovete andarvene.- Ok. Non abbiamo voglia di discutere. Tanto abbiamo dormito tutta la notte e siamo stati bene. E' ora di far fagotto e partire per il paesello. Va anche bene che non si sono accorti dei danni che abbiamo fatto al campo di granoturco. Facciamo su le nostre cose e ce ne andiamo per dove siamo venuti mentre quelli ci guardano senza fiatare, come morti. Forse hanno paura. Beh una volta ho visto Dada pestare la Francesca. Faceva impressione la furia che le si scatenava dall'anima incazzata. Non l'avevo ancora vista aggredire Alby che faticava, rude com'era a tenerla a bada, allora ci si metteva con le parole, non arrivandoci con le mani. Cazzo, faceva veramente paura. Con me però non si era mai incazzata. Strano. Arrivati sulla strada principale facciamo l'autostop. Siamo fortunati e dopo dieci minuti ci carica su il camioncino di un muratore che va nella nostra direzione. Le due ragazze salgono davanti. Io dico al nostro benefattore dove ci deve lasciare e salto nel cassone con Alby, Skinfy e i bagagli. Il viaggio dura cinque minuti e all'incrocio che porta al paesello sbarchiamo, ringraziamo e ci incamminiamo a piedi. Ci sono quattro chilometri di salita per arrivare alla meta e continuiamo a fare l'autostop. Questa volta non ci va così bene e camminiamo per un chilometro arrivando al centro del paese che viene prima del nostro. Li c'è il bar aperto. Sarebbe bello fare colazione ma nessuno di noi ha una lira. Ci rimettiamo a fare l'autostop e dopo un po' si ferma una grossa mercedes. Il tipo dentro dev'essere attratto dalle cosce al vento di Lilly e non riesce a evitare di fermarsi. Saltiamo dentro prima che ci ripensi stringendoci bene i bagagli ed essendo subito pronti a partire. Premio per il nostro autista, Lilly sul sedile davanti accanto a lui con le cosce in primo piano. Prima di pranzo si sarà fatto un paio di seghe! Alti cinque minuti e siamo arrivati. Il tipo ci scarica davanti a casa mia. Entriamo nel cortile che il cancello è sempre aperto. C'è la camomilla che cresce fra l'erba e fa un gran profumo. Campagna! Libertà! Mentre gli altri si siedono sull'aiuola io vado dalla vicina a farmi dare le chiavi. L'amica di mia madre cerca di indagare un po' ma me la dribblo facilmente. Sgancia le chiavi e in un secondo siamo in casa. Contrabbando un po' gli altri perchè non voglio dare troppo nell'occhio. Se i miei si accorgono che sono qui mandano il fratellone a cercarmi, e quello ti accorgi che sta arrivando solo quando ti ha già afferrato per un orecchio come succedeva sempre quando marinavo la scuola. Ci diamo da fare. Siamo morti di fame e ci adoperiamo per mettere insieme una pastasciutta. Lilly mette a bagno tutta la sua roba nella vasca per fare il bucato che se non ha già una colonia di pulci addosso è un vero miracolo. Skinfy fa il panettiere di mestiere e si dedica alla pasta. Alby che è un uomo di mondo cucina un bel sugo colla provvista di pomodoro fatto in casa da mia mamma. Io e Dada apparecchiamo. Venti minuti e siamo a tavola annaffiando la pasta col bottiglione del vino che fa mio papà. Che meraviglia! Finita la pasta il bottiglione tira le cuoia poco dopo. Spedizione generale in cantina. Avete mai visto una cantina. Eccola! Skinfy impazzisce per un imbuto monumentale e la finlandese si innamora di un bottiglione preistorico da cinque litri. Beviamo! Come? Qui non ci sono bicchieri ne bottiglioni ne bottiglie. Solo botti e damigiane. Ne apriamo una da cinquantaquattro litri. Non c'è l'intenzione di berla tutta anche se non sarebbe proprio del tutto impossibile, visti i ritmi che sosteniamo ultimamente, ci limitiamo a studiare un metodo per mungierla. Alby su mio consiglio si sdraia sul pavimento vicino alla damigiana. Io stacco dal muro una cantabruna e come ho visto fare a mio padre un milione di volte infilo la canna nel collo di vetro e comincio a succhiare. Skinfy tiene in equilibrio la creatura imbuto (che ha ormai adottato) inserita nella bocca di Alby. Il vino zampilla e io rapido infilo l'estremità munita di rubinetto della cantabruna nell'imbuto. Pochi secondi e Alby è in difficoltà. Non riesce ad ingerire più di quello che la canna tracanna! Ma si impara presto a tenere sospeso il flusso di vino turando l'imbuto con la lingua. Io poi chiudo il rubinetto e gli do il tempo di deglutire tutto. Facciamo a turno. Io per ultimo e poi ricominciamo il giro. Le ragazze ci danno dentro come noi. Dopo quattro giri non ne possiamo più! Riempio tre bottiglioni da portare di sopra e ce ne andiamo. Prima di uscire però rabbocco con l'acqua del rubinetto la damigiana in modo che mio padre, quando verrà su in campagna non si accorga dell'ammanco. Di sopra ci organizziamo un gioco interessante. Noi maschietti vogliamo scopare le ragazze (anche loro vogliono divertirsi). Il problema è che Skinfy non piace. A noi la danno volentieri ma con lui, che si fa sempre più invadente, si tirano indietro. Tiriamo fuori da un cassetto un coltello da cucina e dalla credenza cinque bicchieri puliti. Ci mettiamo seduti intorno al tavolo. Il coltello al centro. Lo facciamo girare come nel gioco della bottiglia e chi punta deve togliersi un indumento e bere un bicchiere di vino. Si può cominciare a spogliarsi anche dagli anelli, tanto abbiamo tempo. Venti minuti dopo siamo ciucchi persi e nudi come vermi. Io non resisto e comincio a toccare le tettone della finlandese, Alby fa lo stesso con Dada e Skinfy ci prova un po' con una e un po' con l'altra ma loro si tirano sempre indietro. A un certo punto afferro la mano di Lilly e me la tiro dietro con la forza su dalle scale. Alby fa lo stesso con Dada e Skinfy che è piuttosto grasso viene dietro ma non abbastanza velocemente da raggiungerci prima che arriviamo sul pianerottolo di sopra. Ci sono due porte di altrettante camere da letto. Io infilo quella di destra e chiudo a chiave. Alby quella di sinistra e fa lo stesso. Skinfy resta sul pianerottolo da solo come un coglione incazzato nero a dar colpi un po' a una porta e un po' all'altra. Mi getto sulla finlandese sdraiandola sul letto, la soffoco di baci slinguacciosi ma lei si divincola. Sta cercando di dirmi qualcosa ma io non capisco un cazzo di quello che dice. L'inglese non lo so, solo qualcosa dei dischi che sento. Si incazza e riesce a svincolarsi da me e ad alzarsi. Apre la porta e si precipita giù dalle scale. Skinfy la guarda perplesso. Corre al cesso, la sentiamo vomitare. Ho capito. Andiamo a vedere se sta bene. Fa un sacco di casino nel bagno, vomita e si libera di almeno un litro di vino. Anche gli altri scendono a vedere cosa succede e Alby mette sul fuoco una caffettierona che ha trovato sullo scolapiatti. Prepara un caffettone da risvegliare i morti e pian piano lo fa bere a Lilly che nel frattempo è uscita dal cesso. Cazzo! Devono essere ben abituati a bere sti finlandesi. Sembra fresca come una rosa (vabbeh, un po' appassita). Comunque mi si siede sulle ginocchia e comincia a baciarmi con la lingua. Sa un po' di vomito ma sono così ciucco che non me ne frega niente. Anzi, in men che non si dica mi viene una minchia durissima e la frugo alla grande. Poi mi rendo conto che siamo tutti nudi nella cucina dei miei genitori, I rotoli di grasso bianco che penzolano dalla panza di Skinfy sono veramente buffi e mi scappa da ridere, dopo un po' ridiamo tutti come matti e lui ne approfitta per tastarsi a più non posso le ragazze. Mentre siamo li che ridiamo suonano all porta! Cazzo! Chi sarà? Faccio segno agli altri di tacere. Loro ci provano ma non ci riescono. Vado alla porta e guardo nello spioncino. E' Giovanna, la figlia grande dei vicini. Pensavo già di vedere la faccia incazzata di mio padre ma per fortuna è solo Giovanna che è anche una bella gnocca. Apro la porta quel tanto che basta per far spuntare la testa. Lei mi domanda se ho bisogno di niente , se voglio andare a cena da loro e altre stronzate. Io la ringrazio e le dico che sto bene, che c'ho qualcosa da mangiare e non mi serve niente. Se ne va. Ho capito che è un 'agente segreto in missione, probabilmente hanno telefonato ai miei o viceversa e loro l'hanno mandata per vedere che cosa combinavo, con chi ero ecc.. Richiudo la porta e penso che se tutto va bene in un paio d'ore potrebbero arrivare qui e fare irruzione! Obiettivo principale: scoparsi la finlandese poi tutti fuori dalle balle. Scappiamo e ce ne andiamo a dormire nel capanno della vigna. Li non penseranno mai a cercarci. Non so come riesco a convincere gli altri ad andare in solaio. Non chiedetemi per quale istinto alieno mi sia venuta in mente una trovata di questo genere. La cosa pazzesca è che gli altri son d'accordo. Nella mia follia penso probabilmente in questo modo di fuggire dal mondo. Allora prendiamo i due sacchi a pelo avanzati e andiamo su in solaio. Non c'è troppo sporco gettiamo i sacchi in terra e come se l'avessimo sempre fatto cominciamo a darci dentro. Le coppie sono sempre quelle: io e la finlandese (che con Dada stiamo attenti a scansarci per bene) e Alby e Dada. Skinfy sta a guardare e ogni tanto allunga una mano per strizzare qualcosa alle ragazze. Dopo un po' di pomiciare, strusciare e palpare le femmine ci deliziano con una performance lesbica. Un bel sessantanove che noi osserviamo seduti come intorno a un fuoco masturbandoci come bambini. Poi si tromba. Mentre Alby infilza la finlandese che è sdraiata sulla schiena io le monto a cavallo sulla pancia e mi faccio fare una spagnola con pompino incorporato. Sento dietro a noi la voce di Dada che dice di tutto a Skinfy. Con lei non c'è verso. Alby allora, forse per soccorrerla, o forse perchè semplicemente se la vuole trombare, lascia il lavoretto alla Lilly e si da da fare a scopare Dada. Io mi infilo al suo posto e sento lei che mi dice:– Plis bicherful... più o meno. Chiedo agli altri che cosa vuol dire e Dada: - Stai attento!... Ho capito! Ci do dentro più di prima. Comunque sono troppo ubriaco per venire. Dopo un po' mi son rotto le balle e lo tiro fuori. Skinfy, che finora s'era fatto una sega, svelto svelto cerca di prendere il mio posto. Col cazzo, quella strilla e chiude le gambe. Lui è tristissimo e alla fine le chiede almeno di fargli una sega. Tutti insieme le chiediamo di fargli una sega se no non la finisce più! Lilly si rassegna ma dopo un po' la pianta li. Continuiamo tutti a ridere e a Skinfy si ammoscia. Non si sta così bene in solaio, è pieno di ragni ragnatele e polvere. Scendiamo. Facciamo appena in tempo a rivestirci che si sente un gran bussare alla porta. Cazzo! Mio padre, mio fratello e il padre di Dada sono venuti a catturarci probabilmente su delazione della vicina. Entrano con un atteggiamento fra il punitivo e lo sconsolato per aver messo al mondo dei deficienti come noi. Sono sicuramente impressionati da Alby e Skinfy. Nessuno gli può garantire che quei due non decidano di pestarli come tamburi. Comunque alla fine ci caricano in macchina per riportarci in città. Lilly è particolarmente incazzata perchè è costretta a raccogliere il bucato che aveva messo in ammollo nella vasca da bagno e a infilarlo così fradicio nello zaino. Io e Dada andiamo in macchina con i nostri paparini che preferiscono accoglierci come fidanzatini e che durante il viaggio parlano dei cazzi loro girandosi ogni tanto per ammonirci un po'. Gli altri tre li carica su mio fratello che una volta a casa mi dice che quei due hanno continuato a dire cose che non stanno ne in cielo ne in terra. Non ne dubito, credo che abbiano sfoderato tutto il repertorio di cagate raccolte all'ospedale psichiatrico dove sono stati ingaggiati insieme a metà della piazza per dare il bianco. Il direttore dell'ospedale è il padre di Marco e ... ma questa è un'altra storia. Lilly non s'è più vista. Dada e Alby si sono messi insieme. Io sono tornato lavorare.