martedì 3 gennaio 2012

Guerra!

Guerra! Eravamo in guerra con i metallari. Di preciso, che cosa fosse successo, non lo sapeva nessuno. Di sicuro Manuel passando da Brignole era stato mezzo pestato da Jerry e qualcun altro. Così adesso avevamo appuntamento coi metallari alla Vittoria per regolare i conti una volta per tutte. Ci saremmo visti in piazza alle nove. Tutti. Nessuno poteva mancare. Anche i meno assidui tipo Rod o il Vigile avrebbero dovuto trovarsi li perchè alle nove sarebbero arrivati tutti i metallari per fare una rissa clamorosa. Ognuno si sarebbe armato come meglio credeva, qualcuno aveva un coltello a scatto e se lo sarebbe portato appresso. Il Vigile, che abitava vicino a me, sarebbe passato a prendermi in moto alle otto e mezza. Mi suona e io scendo. Subito dopo cena mi sono infilato in dispensa e mi sono scolato mezzo litro di vino di mio padre per sciogliermi un po'. Nel ripiano sotto quello delle bottiglie c'è appoggiata in mezzo a svariati attrezzi una gigantesca chiave inglese delle ferrovie. Me la infilo dentro al chiodo. Prima di salire in moto mettiamo la chiave sotto la sella. Sarà in buona compagnia di una grossa catena con lucchetto che serve di solito al Vigile per chiudere la Guzzi. Voliamo in piazza. Letteralmente. Lui corre come un matto tanto è entrato nei vigili e nessuno gli può dire niente. In dieci minuti siamo giù. Bella sensazione passare ubriachi a 100 all'ora in mezzo al traffico, armati fino ai denti per andare a combattere contro quegli scimmioni. Quando arriviamo alla Vittoria è presto ma ci sono già quasi tutti. Anche le regazze. Oltre a spranghe, catene e bastoni circolano un bel po' di bottiglie di birra da tre quarti “collo lungo”. Si spaccano facilmente e si impugnano bene. Qualcuno dice che ce ne vorrebbero delle altre, non tanto come armi quanto per far festa scolandosele. Bob si offre di andare a prenderle in qualche bar aperto di sera. Lui si è appena comprato una moto da cross e se ne va sempre a spasso con quella, col suo bel cappello bianco da cow-boy in testa, che la malattia del Rockabilly si è appena attaccata anche a lui. Mentre aspettiamo che ritorni beviamo belli schizzati, nervosi, buttando spesso un occhio verso Brignole per vedere se i nemici arrivano. Passano così alcuni minuti poi all'orizzonte, sul marciapiede lontano si vedono avanzare dondolando le prime figure nere e capellute fra le quali spicca quella lungagnona di Jerry, con gli occchiali da sole, come sempre, anche se è notte. Ricorda un po' quei bruttoni dei Ramones. Ci sono Pasta, Jerry della Grazia e più lontano anche la Grazia, almeno una ventina, più o meno come noi. Arrivano. Prima di cominciare a spaccarci la faccia si parlamenta. Il Lercio e Nespola che sono i più vecchi cominciano a darsi di spieghi con Jerry. Manuel è pronto per sfasciargli il muso e lo dobbiamo tenere. Le voci si alzano, qualcuno spinge. Arriva Bob. Al semaforo dopo la galleria una macchina lo ha accostato e gli hanno scassato la minchia per il cappello e i sacchetti di birra che gli pendevano dal manubrio. Non poteva neanche svincolarsi troppo bene con l'equilibrio ma la birra non l'avrebbe mai mollata. Per nessuna ragione. Bob è spiritosoo però. Insulta i tre tizi che sono sulla macchina e gliene dice tante che questi non possono fare a meno di inseguirlo. Un minuto e sono in piazza. Bob infila la moto in mezzo alle macchine del Lercio e di Nespola e scende salendo subito sul marciapiede. Questi che vedono un bel po' di gente faticano a realizzare. Hanno appena inchiodato la macchina attappando il culo alla moto di Bob e scendono. Sono tre fighetti abbronzati. Fanno per salire sul marciapiede ma stanno capendo che hanno sbagliato posto. Bob dice che gli hanno rotto il cazzo. Li accoglie una salva di bottiglie infrante sul cordolo dell'aiuola. Si rifugianno velocemente in macchina, accendono e ingranano la retro. Una raffica di bottiglie di birra rotte finisce di spaccarsi su cofano, parabrezza, e tetto della macchina. Addrizzano la macchina e scappano. Una ventina fra noi e i metallari li inseguono lanciando qualsiasi cosa. Gli altri cominciano a ridere e a cantare. La solita solidarietà fra semiemarginati riemerge spontanea. Ma il vero nemico s'è appena dato alla fuga! Tutto è tornato normale. Jerry e Manuel hanno fatto pace e cotti come sono stanno per litigare di nuovo che Jerry dice a Manuel che gli Stray Cats son più bravi dei Motorhead e Manuel insiste con Jerry che i Deep Purple sono più tosti dei Crazy Cavan & The Rithm Rockers. Cortesie urbane.